giovedì 3 giugno 2010

L'accusa dei giovani di Barcellona Pozzo di Gotto: in periferia ci sentiamo abbandonati

Delusi e annoiati da serate trascorse seduti su una panchina. Indispettiti per l'assenza di pub. In cerca di impianti sportivi che non ci sono. Il pallone lo prendono a calci nei posteggi o nelle strade. Lo struscio ormai lo fanno nei centri commerciali. C' è chi dopo un giro dell' isolato si domanda: “Dove vado?” ( per rispondersi immediatamente: “Torno a casa, che è meglio”) , altri che se ne stanno in piazza “Beppe Alfano” (ex piazza Trento) ad ascoltare musica fino alle 3 del mattino. In centro vanno appena possono, anche per la quasi totale assenza di mezzi pubblici. È la vita da teenager in periferia a Barcellona Pozzo di Gotto. Due ragazzi su tre percepiscono un forte senso di lontananza dalla città. Si sentono totalmente abbandonati e lamentano la mancanza di spazi ricreativi e di strutture sportive idonee a svolgere attività: molti genitori di figli adolescenti e non denuncia l’assenza di luoghi d’incontro. Sono testimonianze-sfoghi che vanno a comporre una sorta di diario dalle periferie. Le serate dei ventenni nei quartieri periferici ruotano, insomma, intorno a una panchina, i bambini che non vanno all' oratorio rischiano di non avere altri punti d' incontro dove giocare con i compagni, le giovani coppie spiegano: “La domenica devi sempre prendere l' auto e andare fuori da Barcellona Pozzo di Gotto”. Qui non vi è un posto dove ti viene voglia di dire: “Forza, usciamo a farci un giro”. Antonio Imbesi, giovane barcellonese, sottolinea: “A Barcellona Pozzo di Gotto basta vivere a pochi metri dal centro per sentirsi emarginati, eppure come città non sarebbe male”. Giovani felici di essere cresciuti nelle periferie di Nasari e Fondaconuovo sono Angela Miano e Federica Niosi. “Chi abita in centro vive di rendita – dicono -. Gli altri devono inventarsi le giornate. Chi non va al bar o all’oratorio che altre possibilità ha? Un volta c’erano tanti spazi verdi (villino Primo Levi e Piazza Trento su tutte), ma adesso versano in condizioni di degrado. La maggior parte di noi giovani trascorre il weekend a Milazzo o in altri posti. Non vi è nulla. Mancano le autorità. Vi è il poliziotto di quartiere, ma ti senti sempre lasciato solo”. Dalle testimonianze si evince che i cittadini lamentano la mancanza di posti dove andare e incontrare. Per i giovani la vita è difficile. Non vi è un centro, un punto di incontro. Nel fine settimana i giovani di Barcellona Pozzo di Gotto cercano di uscire, di andare altrove, per cambiare aria. Stare in questa città è deprimente. Non vi è un locale dove c’è qualcuno da conoscere e puoi fare, magari, amicizia. Qui la sera, anche se si arriva tardi dal lavoro e viene voglia di farsi una passeggiata dopo cena, ci si farebbe solo il giro dell’isolato e poi si direbbe: “dove vado? Torno a casa che è meglio”. Spesso in questa città ci si trova impreparati di fronte alle nuove “mode” che la società ci propone e le reazioni a volte possono risultare più dannose che utili, ecco perché su questioni di questo genere è bene che tutte le istituzioni facciano quadrato affinchè nella nostra città qualcuno recepisca il disagio dei giovani e di conseguenza lo affronti. Favorire politiche giovanili funzionali all’aggregazione e che sappiano produrre la giusta curiosità, creare opportunità di lavoro e di svago è comunque una strada da seguire, come è giusto che tutti gli addetti ai lavori- oltre che collaborare- rispettino le regole e diano buoni esempi. Chi amministra ha tante armi a disposizione su queste problematiche per cui deve saperle usare nel modo migliore. La nostra è una città alla sbando, ma matura e il senso delle opinioni che ho raccolto sia da parte dei ragazzi che dei loro genitori lo dimostra. E lo dimostra anche l’attenzione di tanti nuclei famigliari verso i loro figli nel momento in cui si informano e si interessano dei loro comportamenti a scuola e durante il tempo libero. L’auspicio è che su questi temi si riesca a dibattere nell’ottica di una “città-migliore” aprendosi al confronto con i giovani cittadini.

2 commenti:

  1. E' assurdo quando arriva la sera ritrovarsi in giro per le strade e vedere desolazione, sembriamo un paese di campagna! Basta con soldi che svaniscono nel nulla!

    Vogliamo il villino primo levi nuova (non vogliono ristrutturare il teatro Mandanici? Che lo buttino giù per fare spazio a qualcosa di più bello!) con i dovuti controlli, piazza Trento ristrutturata, spazi vuoti riempiti da qualcosa che impegni il tempo libero, non come il seme d'arancio situato in piazza stazione in cui tutti ci domandiamo che sta a simboleggiare?!

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  2. condivido in pieno quanto scritto da Carmelo... non so se sei a conscenza della consulta giovanile comunale "attiva" da un paio di mesi a Barcellona, a questa hanno avuto diritto a aprtecipare i rapprsentatti dei partiti e di tutte le lista che hanno concorso alle ultime comunali più 7 associazioni comunque non è questo il punto.
    l'altra volta siamo stati invitati dal Sindaco nei locali in fase di ristrutturazione della vecchia pescheria, dove lo ci ha comunicato che quella zona vuole essere dedicata ad un "pubblico prettamente giovanile" chiedendoci dei consigli...
    a quel punto sono intervenuto dicendo: ma invence di dare in gestione a privati questi locali per fare il Pub, ristorantini ecc.. ecc... perchè non lasciamo questi locali alla cultura giovanile, luoghi di incontro per i pittori, scrittori, iniziare a creare un circuito culturale giovanile che secondo me è quello che più di tutti manca a Barcellona e poi state tranquilli che i giovani rimangono in queta città, il bar o il pub che deve nascere che lo faccia il comume mettendo a lavorare dei giovani dando vita ad una sorta di coperativa sociale giovanile...
    non credo che ci sia bisogno di riportare la risposta ..
    sapete qual'è il problema che barcellona nn vuole investire sui giovani, perchè barcellona deve rimanere zona franca... perchè investire sui giovbani investire sulla cultura, significa formare delle persone libere ed i nostri amministratori hganno paura del giudizio delle persone libere poco importa se ci sarà un pub o qualche bar in più perchè fin quando non investiremo sulla cultura, fin quando non ci sarà un' offerta non ci sarà futuro.

    un abbraccio
    NINO NOVELLI

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